Il giallo del presunto attacco hacker alle Gallerie Uffizi a Firenze. Cosa filtra sulla vicenda e la posizione ufficiale del museo statale.
Ci sarebbe stato un attacco hacker alle Gallerie degli Uffizi di Firenze. I ladri sarebbero riusciti ad ottenere codici di accesso, password, sistemi di allarme, mappe interne, ingressi, uscite e percorsi di servizio. A riferirlo è stato il Corriere della Sera sottolineando come i fatti sarebbero andati in scena circa due mesi fa. Ed esattamente come all’epoca, anche oggi gli Uffizi starebbero subendo la “minaccia”. Una sittuazione che le stesse Gallerie, però, hanno smentito con una nota.

Attacco hacker alle Gallerie degli Uffizi: cosa filtra
Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, le Gallerie degli Uffizi di Firenze avrebbero subito un attacco hacker importante con i ladri che avrebbero avuto accesso a diversi dati sensibili. Da qui uno scenario che avrebbe portato alla chiusura di un intero pezzo di Palazzo Pitti – ufficialmente chiuso per ‘manutenzione straordinaria’ – ma anche al trasferimento dei gioielli più pregiati del Tesoro dei Granduchi trasferiti” in tutta fretta nel caveau della Banca d’Italia”.
Da quanto si apprende “due mesi fa, come oggi, le Gallerie degli Uffizi stanno subendo una minaccia: proprio tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio un gruppo di hacker è riuscito a violare la rete informatica del polo museale fiorentino” rubando “l’intero archivio del gabinetto fotografico, cioè quadri e documenti digitalizzati in decenni di lavoro e in parte ora perduti”. Non solo. Sarebbe pure arrivata “una richiesta di riscatto, recapitata direttamente sul telefono personale del direttore Simone Verde”.
Secondo la versione del Corriere, i ladri sarebbero riusciti ad ottenere anche codici di accesso, password, sistemi di allarme, mappe interne, ingressi, uscite e percorsi di servizio.
La posizione delle Gallerie: la nota
Quanto raccontato dal quotidiano, però, sembra scontrarsi con la versione degli stessi Uffizi che in una nota hanno spiegato come “non è stato compiuto nessun danno né è stato effettuato alcun furto”, “non ci sono prove di alcun tipo riguardo al possesso da parte degli hacker di mappe sulla sicurezza”, inoltre “le telecamere erano in fase di sostituzione da un anno” ma “la situazione non era affatto come al Louvre”.
Stando al comunicato ripreso anche dall’ANSA, le Gallerie hanno fatto sapere ancora: “Non sono state rubate password”, e “nessuna, in assoluto, perché i sistemi di sicurezza sono a circuito chiuso interno e non aperti all’esterno”.